Subscribe RSS
lL SIGNIFICATO DELLA PASQUA Apr 13

lL SIGNIFICATO DELLA PASQUA

La Pasqua (in ebraico pesah) era la festa più importante tra le feste giudaiche; però non
conosciamo con certezza né l’origine né il significato della parola ” pasqua”. Nel Libro dell’Esodo (12,14. 43-49) la ” pasqua” ricorda l’esodo, cioé il tempo dell’uscita degli Ebrei dall’Egitto. Ma certamente l’origine è più antica e risale alle feste che, in epoche antiche, i nomadi facevano in primavera (gli Ebrei la facevano il 14 del mese di Nisan, il primo mese dell’antico anno che corrispondeva ai nostri mesi di Marzo-Aprile).
La festa dei NOMADI consisteva nel sacrificare le primizie dei greggi spargendo il sangue sulla porta e mangiando pane azzimo (i nomadi hanno sempre mangiato pane non fermentato a causa dei continui spostamenti). Indossavano le vesti da viaggio, avevano il bastone, l’agnello era offerto intatto alla divinità fecondatrice perché lo restituisca moltiplicato nei parti. Le erbe aromatiche e amare completavano il pasto mentre il capo-clan segnava con il sangue la fronte degli uomini e delle donne e sui pioli della tenda per tener lontani gli spiriti del male.

PASQUA EBRAICA.

Viene ricordata la notte della liberazione dalla schiavitù dall’Egitto. Il tempo? Siamo alla fine del secolo XIII a.C. Tutti i gesti antichi hanno un altro significato. Non più una festa storica e stagionale (come i nomadi) ma il ricordo della liberazione e il riacquisto della libertà. Cosi il sacrificio dell’agnello diverrà il segno della liberazione come dirà un testo rabbinico: ” Dio ci ha tratti dalla schiavitù alla libertà, dalla miseria alla gioia, dalle tenebre alla grande luce, dal lamento al giubilo, dalla oppressione alla liberazione”.
I pani azzimi (Dt 16,3) diventano “pani della miseria”, cioè il simbolo della schiavitù, le erbe amare saranno spiegate come la vita amara che gli Egiziani fecero condurre agli Ebrei nella schiavitù.

LA PASQUA DI GESU’ (e nostra)

Ci sono, come sappiamo, tre racconti nei Vangeli dei Sinottici, e vi prego di andare a leggerli: Mt,26,17-29); Marco(14, 2-25) Luca ( 22, 19-20). A questi racconti bisogna aggiungere la narrazione di S.Paolo nella prima lettera ai Corinti (11,23-25). In sostanza, da principio, Gesù segue il rituale ebraico imprimendo pero un significato nuovo. Anche con Gesù la cena è notturna, comprende i segni degli azzimi, è il vino. Le novità: sul pane azzimo pronuncia le parole: ” QUESTO E’ IL MIO CORPO” e sul vino: ” QUESTO CALICE E’ LA NUOVA ALLEANZA NEL MIO SANGUE”.
Certamente alludeva al suo sacrificio sulla croce e alla sua risurrezione.

Categoria: Prima Pagina
Puoi lasciare un commento attraverso RSS 2.0 feed. I commenti ed i Ping sono chiusi.