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Nei primi secoli, Barbana ospitò una comunità monastica stabile, con religiosi discepoli dei primi eremiti, Barbano e Tarilesso.

Erano uomini di preghiera, custodi della memoria del miracolo, guardiani della laguna.

Per secoli, il Santuario fu sotto la giurisdizione del Patriarcato di Grado, poi di quello di Venezia.

Custodi del Santuario furono per quasi cinquecento anni i Benedettini, poi i Frati Francescani Conventuali.

Nel 1851, l’Arcivescovo di Gorizia assume la responsabilità del Santuario e il sacerdote don Leonardo Stagni viene nominato rettore.

Fà costruire gli argini, il porto, la Cappella dell’apparizione e altro ancora.

Negli ultimi anni, la curia del Santuario è tornata alla diocesi di Gorizia, con la presenza dei monaci benedettini brasiliani, portatori di una spiritualità più contemplativa, centrata sulla liturgia, sul silenzio, sulla stabilità.

Da qui parte il “Cammino celeste” che, a piedi, ti porta sino al Santuario del monte Lussari.

Vai òra alla prossima tappa, a Nord Est, verso il busto del giovane Egidio Bullesi.

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